| Il cliente tira la cinghia però... |
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| martedì 23 settembre 2008 | |
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Gli obiettivi della ricerca prima del problema della quarta settimana, diventata poi terza, aumento del costo della benzina, delle bollette, ecc…, sono lo stipendio dei lavoratori e l’erosione del potere d’acquisto le emergenze principali per i cittadini italiani in questo momento, prima ancora della sicurezza. Lo conferma un sondaggio AXIS per l’Espresso pubblicato il 12 giugno 2008 . Ma quali sono le dinamiche sottese a questa erosione? In che modo gli italiani stanno ricostruendo la loro scala di priorità, in termini di spesa, e la stanno riproporzionando rispetto alle nuove disponibilità economiche? E, di particolare interesse per FIPE e vero obiettivo di questa ricerca, che posizione occupano all’interno di questa graduatoria i consumi presso bar, pizzerie e ristoranti? È stato intervistato un campione rappresentativo della popolazione italiana, per registrare quali sono i comportamenti in atto e quali le tendenze che si prospettano, soprattutto alla luce delle dinamiche di acquisto e delle priorità assegnate alle diverse spese. Frequenza: una tendenza in calo La prima considerazione da fare è che pizzerie e ristoranti registrano delle tendenze molto comuni tra loro e in generale differenti rispetto a quelle dei bar. E lo si vede già dalla prima domanda relativa alla frequenza, dalla quale emerge che sono circa i tre quarti degli intervistati ad aver frequentato nell’ultimo mese, anche raramente, gli esercizi in esame. In particolare, però, vediamo come la frequenza che ha avuto maggiori citazioni, per il bar sia la massima, “tutti i giorni o quasi” (18%), che diminuisce mano a mano che anche la frequenza diminuisce; mentre per pizzerie e ristoranti si evidenzia una tendenza opposta, con la frequenza massima fissata su “una volta al mese” (rispettivamente 22% e 24,5%). Una tendenza che, se rispetto allo scorso anno è stabile per circa la metà del campione (e per tutti e tre gli esercizi), è in netta diminuzione per percentuali che vanno dal 41,5% dei bar al 46% dei ristoranti. Da notare che questa diminuzione caratterizza maggiormente, con valori sopra la media, coloro che si collocano sui livelli inferiori di frequenza: “una volta al mese” o “mai”, per tutti e tre i tipi di esercizio. è interessante osservare quali siano, in particolare, le categorie che hanno diminuito la loro frequenza: in tutti e tre i casi, hanno evidenziato valori superiori alla media le donne e gli intervistati di età compresa tra i 35 e i 55 anni (45%), praticamente le categorie più coinvolte nelle problematiche di quadratura del bilancio familiare, perché con figli piccoli o ancora in casa. Fonte: www.mixerpress.it |
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Come è cambiata la frequenza del cliente nei pubblici esercizi