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Dilaga il fenomeno dei 'BABY BOOMER' negli Stati Uniti
Raddoppia il consumo di droga tra i non piu' giovani. In base a un'indagine Usa, portata all'attenzione dall'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc), l'uso di droghe e' diventato un vizio dei 60enni. Se nel 2007 e' diminuito l'interesse delle persone sotto i 24 anni per cocaina, anfetamina e marijuana, il consumo di sostanze stupefacenti e' invece raddoppiato nella fascia che va dai 55 ai 65 anni (al 4,1%), che e' la generazione dei loro genitori e nonni. Un incremento, si sottolinea nella ricerca, dovuto al fatto che molti dei cosiddetti 'baby boomer' nati tra il 1946 e il 1964 e cresciuti in epoca di rock and roll ed emancipazione sessuale, hanno continuato a fare uso di stupefacenti. Il ministero della Sanita' statunitense di recente ha sottolineato che la sua preoccupazione che i 'baby boomer' continuassero a usare droghe aveva avuto conferme. E mentre in Usa esplode il fenomeno dei droga-dipendenti attempati, in Italia la politica di contrasto del fenomeno sembra riguardare ancora i giovanissimi, anche perche' le statistiche continuano a indicare i ragazzi tra i 16 e i 30 anni come i maggiori consumatori. Il fenomeno statunitense e' pero' curioso e di certo i 'baby boomer' saranno i candidati ideali per una ricerca sulla guida, di portata europea, e che in Germania verra' condotta dall'Universita' di Wuerzburg.
In Germania uno studio per frenare chi guida sotto l'effetto di droga e alcol
Il progetto Druid ("Driving under the influence of drugs, alcohol and medicines"), cui partecipano 30 istituti di ricerca di 19 Paesi, e' finalizzato a misurare l'effetto dell'uso di droghe sugli automobilisti, e sara' utile nell'elaborazione di nuove norme stradali valide in tutta l'Unione Europea. L'ateneo di Wuerzburg cerca nella zona di Monaco consumatori abituali di cannabis e altre sostanze; 170 volontari si sono gia' annunciati per l'esperimento. Per quattro settimane dovranno girare con un BlackBerry (il computer portatile) e riempire un questionario ogni giorno, in cambio di 300 euro. Ai ricercatori interessa scoprire se c'e' chi si mette alla guida sotto gli effetti della droga; l'eventuale quantita' assunta; in quali circostanze e la frequenza. Dall'Ateneo fanno sapere che questo non e' un invito a consumare droghe, ma chiede solo l'apporto di chi ne fa gia' uso. Nessun problema legale per i partecipanti, assicurano le Procure di Monaco e Wuerzburg, perche' non verra' effettuato alcun accesso ai dati personali dei volontari, e questi non potranno essere ceduti a terzi. Il progetto e' stato studiato anche dal punto di vista giuridico ed e' stata esclusa l'istituzione di una commissione etica, giacche' l'esperimento non comporta la cessione di sostanze stupefacenti.
L'Italia argina il fenomeno con i test ai futuri patentati
E anche se sono in aumento i consumatori di droghe over '60, l'Italia vede tra i consumi maggiori quelli dei giovani. Su di loro si concentra la nuova campagna per la sicurezza stradale promossa dal Dipartimento per le Politiche Antidroga avviata da pochi giorni e prevista in 4 citta' campione: Verona, Perugia, Foggia e Cagliari. Si tratta di un test per verificare se si e' consumatori di droga e alcol e per chi risulta positivo non ci sara' il rilascio di patente o patentino. La campagna si basa su un'iniziativa europea che scattera' nel 2011 ma che l'Italia mette in campo con tre anni di anticipo per prevenire le stragi su strada. Ad annunciarla e' stato mesi fa il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, droga e servizio civile, Carlo Giovanardi, che ha assicurato come dopo la prima sperimentazione di Verona l'obiettivo e' estendere i controlli, entro la fine del 2009, in tutta Italia. La prossima sperimentazione, ha spiegato il sottosegretario, "sara' a Ravenna, che lo ha chiesto. Dove puo' essere trasferita anche la struttura mobile che consente di fare le analisi della droga in modo da avere immediatamente il polso della situazione rispetto ai fermati. Ne parlero' poi nella Conferenza Stato-Regioni per vedere di estendere questo modello anche ad altre realta'".
Giovanardi, a Verona su 80 giovani il 43% positivo a droga e alcol
Riguardo i dati su Verona Giovanardi evidenzia che "sono stati fermati circa 600 automobilisti e sono stati portati nelle strutture per fare le analisi su droga e alcool un'ottantina. Di questi il 43% e' risultato positivo o all'alcol o alla droga. O insieme droga e alcool. Una percentuale molto alta, certo, ma bisogna premettere che era venerdi' notte, il momento piu' a rischio". La campagna promossa dal Dipartimento e' un'iniziativa che punta sulla prevenzione contro l'uso di droghe e alcol per chi si mette al volante. Perche' i numeri dei morti, dei giovani che perdono la vita e di tutti quelli che rimangono invalidi a causa di un incidente su strada, ha evidenziato Giovanardi, ''parlano chiaro: siamo di fronte ad una 'grande guerra' - ha precisato presentando la campagna - e le cifre sono impressionanti". Il portavoce dell'associazione 'Basta un attimo', Carmelo Lentino, si e' detto favorevole ''se l'iniziativa portera' a una diminuzione degli incidenti stradali, ma occorre analizzare tutti i dettagli della proposta governativa''. Mauro Fabris, della fondazione 'Filippo Caracciolo' per la sicurezza stradale dell'Aci, ritiene invece che i test antidroga e alcol non siano decisivi. Sono piu' utili, ha sottolineato, ''i corsi di guida sicura prima di rilasciare la patente. Inoltre occorrerebbe - ha rilevato - un'unica autorita' che coordini tutto il settore della sicurezza stradale, in modo da evitare disordini e disomogeneita'''.
Dai piloti agli autisti, controlli per i lavori che mettono a rischio terzi
Tra le novita' in Italia anche i controlli sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di lavoratori che, sotto effetto di droga, potrebbero mettere a rischio la salute di terzi, come ad esempio piloti di aerei, camionisti, autisti di mezzi pubblici e di mezzi per bambini. Giovedi' in conferenza unificata e' stato dato il via libera al protocollo che prevede procedure per i relativi accertamenti sanitari. Soddisfatto Giovanardi, che ha sottolineato come "dopo 18 anni dalla legge in materia oggi e' stato approvato il protocollo e i controlli partiranno immediatamente, da domani". Quanti svolgono lavori a rischio e che, in caso di assunzione di droghe, potrebbero essere pericolosi per se' e per gli altri, saranno sottoposti a controlli standard annuali. I controlli saranno effettuati dal medico competente nella ditta, su segnalazione dei datori di lavoro. Tutte queste tipologie di lavoratori una volta l'anno saranno sottoposti a questi controlli e se il medico dovesse verificare una positivita' ai test potra' inviare il lavoratore alle strutture sanitarie competenti di secondo livello per accertamenti piu' approfonditi. Il dipendente che risultera' positivo ai testi antidroga non sara' licenziato ma dovra' cambiare mansione, evitando un ruolo che potrebbe mettere in pericolo le vite altrui. E poco importa se il lavoratore risultato positivo sia un assuntore abituale o occasionale di droghe. I costi dei controlli saranno a carico dei datori di lavoro sulla base di tariffe che saranno fissate dalle regioni.
Fonte: www.antiproibizionisti.it
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